Carrello

La Luna nella mitologia indiana

By 20 Luglio 2019 Agosto 3rd, 2019 Cultura Indiana
le fasi lunari
50 anni fa l’uomo metteva piede sulla luna. La storia di quel “grande balzo per l’umanità” ci continua ad emozionare ancora oggi, dopo tutti questi anni.
In realtà, il nostro satellite ha affascinato l’umanità da sempre, da ancor prima della scoperta del telescopio o dell’idea di organizzare un viaggio spaziale. Ha impressionato poeti, scienziati, ma anche gente comune.
A qualunque latitudine del globo, sono conosciuti numerosi miti nati per spiegare l’origine della luna. Ognuno di questi racconti porta con sé i valori e il modo di pensare della civiltà che l’ha creato.
Vediamo insieme nella mitologia indiana che ruolo ha la luna e come gli antichi si spiegavano la sua esistenza.

La luna, ovvero il dio Chandra

Nell’induismo, la luna è una divinità maschile, il dio Chandra, così come sono divinità tutte le stelle, i pianeti e i corpi celesti.
Secondo la mitologia indiana, Chandra quando nacque era talmente luminoso che gli dèi lo posizionarono in cielo, come un pianeta da ammirare, per evitare di venire accecati dalla sua luce.
Viene spesso rappresentato come un giovane uomo, seduto su un carro trainato da antilopi o cervi.
Chandra è la divinità che regola la crescita delle piante, dei semi e il movimento dell’acqua. Per l’induismo, il calendario lunare, che è basato sulle fasi della luna, è molto più importante di quello solare.
Questo è un tratto in comune con molte civiltà, tra cui anche la nostra: infatti, nella tradizione agricola, molta importanza veniva data al calendario lunare per la semina delle varie piante.

Tra tutti i miti hindu che raccontano la nascita e la vita di Chandra, vorrei raccontarne uno in particolare che spiega le fasi lunari.

Secondo una tradizione, Chandra era sposato con 27 sorelle, le Nakshatra, ossia le costellazioni, e ogni notte doveva recarsi presso una delle sue spose per congiungersi con essa. Ma Chandra iniziò a preferire una delle Nakshatra, precisamente la bella Rohini, trascorrendo molto più tempo con essa e provocando così l’ira e l’invidia delle altre costellazioni. Queste provarono a ricordare a Chandra quali erano i suoi doveri ma egli le ignorò. Le 26 spose, quindi, si recarono dal loro padre, Daksha (uno dei figli di Brahma) che andò da Chandra per ammonirlo di rispettare i suoi doveri coniugali. Ma Chandra era così innamorato che ignorò più volte gli ammonimenti di Daksha e rimase con Rohini. Daksha allora si arrabbiò e lanciò su Chandra una maledizione per cui la luna perse vigore e luminosità, tanto da consumarsi. Questo ebbe delle ripercussioni sulle piante che iniziarono a smettere di crescere. Gli dèi, allora, preoccupati per il destino del mondo e dell’umanità la cui vita dipendeva da Chandra, chiesero a Daksha di mitigare la sua maledizione*. Questi allora stabilì che Chandra avrebbe perso parzialmente luminosità, consumandosi solo per metà mese, e sarebbe ritornato al suo normale stato di vigore nell’altra metà del mese, purché rispettasse i doveri coniugali.
Nacquero così le fasi lunari, in cui Chandra risplende nella sua fase crescente ed è al massimo quando è vicino alla moglie prediletta Rohini, mentre si consuma, perdendo luminosità, nella sua fase calante. Quando non vediamo la luna significa che Chandra è solo, senza nessuna moglie.
Questo mito non è l’unico che spiega le fasi lunari, ve ne sono altri, ma questo è quello che io reputo più affascinante.

il dio Chandra

Ne citerò solo un altro perché coinvolge anche una delle divinità più amate del pantheon hindu: il dio Ganesha, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo.

Secondo una tradizione contenuta nei Purāṇa**, una sera il dio Ganesha stava tornando a casa da una delle sue scorpacciate di dolci offerte dai suoi devoti. Ad un certo punto, il suo destriero, il topolino Ākhu, spaventato da un serpente, cadde e disarcionò Ganesha. Il dio sbatté violentemente a terra e, a causa dell’urto, il suo stomaco rigonfio esplose. Ganesha subito si suturò la ferita (utilizzando lo stesso serprente!) e fu pronto a ripartire. Il dio Chandra, che assisté alla scena dal cielo, scoppiò in una fragorosa risata, attirandosi così le ire di Ganesha. Questi si spezzò una zanna e la lanciò nel cielo, colpendo Chandra, spaccandolo in due e offuscandone la luminosità. Inoltre lo maledisse, stabilendo che avrebbe portato sfortuna a chiunque lo avesse guardato. Chandra chiese scusa, poiché si rese conto di aver commesso un errore, così Ganesha si impietosì mitigando la maledizione: la faccia piena di Chandra sarebbe stata visibile solo in determinati periodi, mentre in altri periodi sarebbe stata visibile solo a metà per ricordare la “spaccatura” che gli ha inflitto Ganesha come punizione per lo scherno subito.***

Il senso della mitologia

Personalmente ho sempre amato la mitologia perché è il mezzo con cui gli uomini delle civiltà antiche si spiegavano il funzionamento del mondo.
Oggi noi abbiamo molti strumenti straordinari che ci permettono di conoscere il reale, anche spingendoci oltre limiti che un tempo sarebbero stati inimmaginabili da valicare. E a volte certe teorie antiche possono farci sorridere o possono sembrarci ingenue.
Ma credo che, seppur forti delle nostre scoperte, si debba ugualmente accostarsi con molto rispetto al modo di vedere il mondo delle civiltà antiche. Perché questi miti venivano ascoltati con la stessa emozione con cui noi oggi ci emozioniamo quando osserviamo delle fotografie del nostro pianeta scattate dallo spazio o quando rivediamo per l’ennesima volta un filmato del 1969 d.C che mostra un uomo nell’atto di mettere piede su un pianeta lontano come la Luna.
Vi è piaciuto il mito di Chandra? Lo conoscevate?
Vi piace la mitologia?
Spero che questo articolo vi abbia interessato e di rivedervi presto sul nostro blog.
Namaste.
Luana (গোলাপী)

NOTA:
*Può sembrarci strano che gli dei non chiesero a Daksha di annullare la maledizione, ma solo di mitigarla. È lo stesso per Ganesha che nella leggenda che ho citato in seguito modifica la sua maledizione ma non la annulla. Infatti, un aspetto curioso delle maledizioni nella mitologia hindu è che una volta lanciate non si possono più annullare, al massimo si possono mitigare.
** I Purāṇa sono dei testi sacri hindu, dal sanscrito Purāṇa पुराण lett. “antiche [storie]”
*** Del dio Ganesha e della sua simbologia ho già parlato in un altro articolo. Questa leggenda è anche uno dei miti che spiega il perché Ganesha ha una zanna sola.

Nota Bilbiografica:

Lascia un commento