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Ispirazioni Rasayana: il tatuaggio all’henné

By 1 Agosto 2019 Agosto 4th, 2019 Cultura Indiana
tatuaggio all'henné sulle mani

Una delle fonti di ispirazione dei nostri cosmetici sono le decorazioni tradizionali realizzate con l’henné (cosidetto tatuaggio all’henné) che abbiamo inserito come motivo grafico anche nelle etichette di tutti i nostri prodotti.

Abbiamo scelto di creare dei cosmetici che coinvolgano il più possibile i sensi per un’esperienza completa di benessere olistico.

I decori floreali e i motivi Cachemire che trovate sulle etichette dei nostri prodotti, uniti ai colori accesi, vogliono quindi trasmettere un senso di benessere, di gioia e di felicità.

Ma che cosa sono quei motivi e che cosa significano?

Oggi parleremo di quelli che in Occidente vengono chiamati tatuaggi all’henné. Conosceremo il loro significato, l’origine della tradizione e la sua evoluzione nel tempo.

Cominciamo?

Tatuaggio all’henné: una tradizione millenaria

La tradizione di ornare il corpo con l’henné è molto antica e non si conosce esattamente dove sia nata.

Si pensa che sia una delle prime forme di body art esistenti al mondo, già conosciuta durante l’età del Bronzo nel bacino del Mediterraneo.

Gli archeologi hanno ritrovato numerose mummie egizie, sia di adulti che di bambini, con unghie e capelli dipinti con henné. Non si sa se fosse utilizzato solo nel rito della mummificazione o anche nella vita quotidiana, ma sicuramente gli antichi egizi riservavano all’henné un ruolo importante.

Negli antichissimi testi religiosi hindu, i Veda, tra i rituali si prescrive l’applicazione di una pasta di henné e curcuma sulla pelle.

La tradizione di utilizzare l’henné come ornamento per il corpo è continuata nei secoli diffondendosi in Asia, nel vicino e Medio Oriente, nella penisola arabica, in parte dell’Africa settentrionale e nel corno d’Africa.

In tutto il subcontinente indiano e nei paesi limitrofi, come Nepal, Pakistan, Bangladesh…, l’henné è diventato ed è tuttora un rituale essenziale per celebrare feste religiose e cerimonie, soprattutto matrimoni, sia presso la popolazione hindu che musulmana.

Della pratica di ornare mani e piedi di una sposa prima del matrimonio (Bridal Mehndi) abbiamo parlato in questo articolo dedicato.

Il nome… e una precisazione

Il nome henné (in inglese: henna) deriva dall’arabo ḥinnāʾ.

In lingua hindi e bengalese l’henné si chiama “Mehndi“, dal sanscrito mendhikā, termine che indica sia l’ornamento in sé che la pianta stessa (Lawsonia Inermis).

Nel subcontinente indiano, dove ci sono più di 20 lingue ufficiali, l’henné ha anche altri nomi ma sicuramente Mehndi è il più diffuso.

In Occidente noi chiamiamo “tatuaggio all’henné” questa antica pratica decorativa.

In realtà la definizione è impropria, poiché l’henné non “tatua”, ossia non deposita pigmento sotto-pelle, nel derma, come fa un tatuaggio vero e proprio*.

Semplicemente, l’henné a contatto con la cheratina rilascia un pigmento, il lawsone o acido hennotannico, che macchia di arancione/rosso-bruno gli strati dell’epidermide. Infatti, l’esfoliazione e il normale ricambio cellulare provocano il progressivo scolorimento dei decori fino alla totale eliminazione degli stessi, senza lasciare residui. Mentre un tatuaggio vero non si elimina con il ricambio cellulare proprio perché i pigmenti sono inseriti nel derma.

Mani con tatuaggio henné

Come si prepara l’henné per “tatuaggi”

Tradizionalmente si mescola la polvere di henné essiccato (finemente setacciata tre volte e preferibilmente del tipo BAQ – Body Art Quality) con un liquido. In genere si utilizza acqua o tè, succo di limone, acqua di rose, a seconda della tradizione, spesso uniti ad oli essenziali, come ad esempio lavanda, cajeput o eucalipto. Mescolando la polvere ai liquidi, si crea una pasta fluida e morbida. Alcuni aggiungono all’impasto dello zucchero per ottenere una consistenza che faciliti la “presa” sulla pelle e dunque una colorazione più intensa.

Dopo averlo fatto riposare 6-24 ore, il composto può essere applicato sulla pelle, asciutta e pulita. Nel sub continente indiano si trasferisce la pasta in un cono dalla punta sottile che ne facilita l’applicazione, mentre nei paesi africani si applica direttamente sulla pelle utilizzando uno stecchino.

Alcuni passano un composto di succo di limone e zucchero sull’henné che sta seccando in posa, con l’obiettivo di reidratarlo e consentire un maggior rilascio di pigmento di lawsone.

I motivi decorativi della tradizione sono floreali, geometrici o rappresentano animali: ognuno di essi ha un significato preciso e tutti sono di buon augurio. Ma dei significati dei decori ne abbiamo parlato in un articolo dedicato a una cerimonia particolare che ha per oggetto l’henné.

È molto importante rimuovere l’henné essiccato dopo almeno 2-4 ore, senza lavare le parti interessate per almeno 24-48 ore, per permettere al pigmento di lawsone rilasciato sulla pelle di ossidarsi e caricarsi al massimo.

I decori resteranno sulla pelle da 2-3 giorni a un mese a seconda della zona interessata e della velocità di esfoliazione di ognuno. Dove la pelle è più spessa (mani e piedi) la durata è maggiore.

Per aumentare la durata dei disegni, è opportuno utilizzare degli oli, ad esempio olio di cocco, da spalmare ogni giorno sulla zona per mantenere la pelle elastica. In questo modo, si previene la secchezza e si evita che la pelle si desquami rapidamente.

Tatuaggio all'henné sulle mani

Grande manualità 

I decori vengono eseguiti generalmente a mano libera. Essi creano una fitta e complicata composizione che copre generalmente mani e piedi, se non anche avambracci e caviglie. Naturalmente l’applicazione manuale ha tempistiche lunghe che dipendono dalla bravura dell’artista.
Per aiutare nella realizzazione dei decori anche chi non ha grande manualità e ridurre i tempi si possono utilizzare degli stencil. La differenza tra un decoro realizzato a mano libera e una con stencil è visibile. Se l’esecutore ha una buona manualità, l’henné applicato a mano libera ha sicuramente più impatto, è più bello e più naturale di quello applicato con stencil.

In alcune zone dell’India, si eseguono i tatuaggi utilizzando dei blocchetti di legno con incisi dei decori in rilievo. I blocchetti, sul cui decoro viene passato l’henné, consentono di stampare i disegni incisi nel legno sulla pelle.
Questa tecnica è molto antica ed in genere si utilizza soprattutto per stampare i tessuti. Il suo nome è “woodblock printing” o “block printing”, ossia stampa con blocchi di legno, ed è diffusa in tutta l’Asia orientale. Anche in questo caso l’effetto non è naturale come quello che si ottiene con l’applicazione manuale.

Tatuaggio effettuato con la tecnica del block printing

Dalla tradizione alla modernità

In passato l’henné per “tatuaggi” veniva preparato esclusivamente in casa, partendo da materie prime naturali.
Attualmente, invece, soprattutto in India e zone limitrofe, si è diffuso l’utilizzo di coni per tatuaggi all’henné di preparazione industriale oppure di coni che contengono oltre all’henné anche brillantini, pigmenti e coloranti alimentari. Questo permette di avere dei prodotti già pronti all’uso e di ottenere altre colorazioni rispetto al classico rosso-bruno dell’henné. Soprattutto il colore bianco è molto ricercato.
Certamente è un buon compromesso tra la tradizione e la modernità.

Alcuni si cimentano nella realizzazione fai-da-te di coni di brillantini, mescolando glitter e gel per capelli, talvolta con l’aggiunta di colla liquida. Naturalmente i decori ottenuti con questi coni hanno una durata sulla pelle di poche ore e rimangono il tempo di una cerimonia. Non sono quindi adatti per una sposa, il cui “tatuaggio” all’henné deve durare a lungo. Del perché ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato alla cerimonia del Bridal Mehndi.

I rischi di un tatuaggio all’henné di bassa qualità

È necessario prestare molta attenzione alle sostanze chimiche contenute nei coni che si acquistano, poiché alcune di esse possono dare problemi di allergia e sensibilità, con reazioni anche gravi. È il caso del cosiddetto “henné nero” per tatuaggi, che non contiene Indigo come si potrebbe erroneamente supporre, ma para-Phenylenediamine (PPD) una molecola sintetica che può causare reazioni allergiche importanti e lasciare cicatrici permanenti.**

L’allergia alla PPD si manifesta dopo diverse ore dall’applicazione sulla pelle e questo è un problema perché spesso questi “tatuaggi” vengono effettuati in luoghi turistici dove le persone sono di passaggio. Così chi ha una reazione non torna dall’“artista” a segnalare il danno, perché magari nel frattempo si trova già altrove, e altri turisti possono essere colpiti da reazioni simili.

Anche la realizzazione di tatuaggi con la tecnica del “block printing” non è esente da rischi. Soprattutto se effettuata da artisti di strada, bisogna stare attenti all’impasto utilizzato. Di solito, per facilitare la presa sulla pelle e ridurre la posa, vengono utilizzati henné addizionati di sostanze chimiche. Non conoscendo la composizione esatta di questi impasti (spesso non la conosce nemmeno chi esegue il tatuaggio) è bene non rischiare. Infatti, non è escluso che questi ingredienti aggiunti possono dare reazioni avverse.

Ecco perché è importante utilizzare per i tatuaggi solo henné puro (Lawsonia Inermis) di alta qualità oppure affidarsi a professionisti e non a figure improvvisate.***

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e di rivederti presto sul nostro blog.

Namaste.
Luana (গোলাপী)

NOTE
* Guarda questo video per capire come funziona un vero tatuaggio: https://www.youtube.com/watch?v=DMuBif1mJz0
**Guarda questo video sui pericoli del cosiddetto “Henné nero” per tatuaggi: https://www.youtube.com/watch?v=rEn7q7vatMQ
***Le ditte produttrici di coni industriali che lavorano con serietà spesso indicano in etichetta la rassicurazione al consumatore che i loro coni NON contengono PPD o altre sostanze chimiche, come ad esempio il Sodium Picramate, e utilizzano invece henné di alta qualità e tuttalpiù pigmenti di tipo alimentare sicuri sulla pelle.

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