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Breve storia della detersione dal passato a oggi

By 13 Gennaio 2022Ayurveda, Cosmesi
Storia della detersione

La storia della detersione e dell’igiene è un argomento molto interessante, oggetto di studio e di varie pubblicazioni.

La detersione è un procedimento che mantiene la buona salute della pelle, perché rimuove sporco, sebo, batteri in eccesso, ecc…

La detersione è anche un’azione sociale: ci si lava non solo per rispetto della propria pelle ma anche delle altre persone. Pensiamo solo all’importanza della rimozione degli odori corporei per la vita sociale.

L’umanità da sempre ha cercato di preservare la buona salute della pelle attraverso la pulizia, anche se il concetto di “igiene” e di “sporco” è cambiato nel corso dei secoli.

In questo articolo vedremo quali tecniche sono state adottate nei secoli per detergere il corpo.

Tecniche antiche di detersione

Per affrontare la storia della detersione, partiamo dai secoli antichi, quando ancora non c’erano i tensioattivi, il sapone era poco diffuso o non conosciuto, e dunque venivano utilizzate varie tecniche per detergere il corpo, spesso in combinazione.

Per esempio, si utilizzavano sostanze grasse, come gli oli, che solubilizzano a loro volta la materia grassa (sebo, sporco, ecc…) e permettono di rimuoverla, anche attraverso l’uso di specifici strumenti, come raschietti (es: lo strigile dei romani).

Oppure si faceva uso di sostanze abrasive, fanghi, polveri essiccate di piante, che con un’azione meccanica di sfregamento rimuovono lo strato corneo e lo sporco depositato su di esso. I fanghi poi permettono anche un’azione di assorbimento e adsorbimento.

Si usava fare anche il bagno. In particolare quello termale che sfrutta la temperatura per ridurre l’affinità della cheratina con i lipidi (lo sporco). In questo modo, essi vengono fluidificati e rimossi con l’acqua.

Pensiamo ad esempio alle diffusissime terme romane, accessibili a persone di ogni estrazione, anche se il loro uso aveva per lo più uno scopo sociale e la vera detersione era affidata a una pasta composta da grassi, argilla, farine, rimossa poi con lo strigile.

Esistevano poi i bagni di bellezza, nati per mantenere lo splendore dalla pelle più che per detergere, come quelli al latte d’asina di cui si dice facessero uso Cleopatra e Poppea.

La detersione nell’Āyurveda

La storia della detersione nell’antichità è comune a vari popoli.

Infatti gli antichi procedimenti di pulizia che abbiamo citato fanno parte anche della tradizione dell’Āyurveda e si utilizzano ancora oggi.

I primi due si chiamano rispettivamente snehana (oleazione) e udvartana (purificazione con polveri a secco).

Si effettuano, entrambi accompagnati da un massaggio (abyangham), a seconda delle necessità e dei dosha che si vuole andare a riequilibrare.

Ad esempio, la purificazione con polveri a secco (udvartana) è consigliata per riequilibrare il dosha kapha, che per quel che riguarda la pelle si caratterizza per untuosità e pesantezza, quindi pelle grassa, impura.

Il bagno (snāna), invece, è l’atto di purificazione per eccellenza. Negli antichi testi ayurvedici si dice che fare il bagno “promuove la longevità”.

Infatti è presente tra le azioni quotidiane della dinacaryā, la routine giornaliera ayurvedica.

Detersione esfoliazione

La nascita del sapone

Non si può raccontare la storia della detersione senza citare il sapone, il primo tensioattivo della storia dell’umanità, utilizzato ancora oggi.

Il sapone era conosciuto presso diversi popoli anche nell’antichità.

Il reperto più antico di sapone (o quantomeno di una sostanza ad esso molto simile) risale al 2800 a.C. ed è stato ritrovato in Mesopotamia (attuale Iraq).

Anche gli egiziani utilizzavano il sapone per l’igiene personale e lo ottenevano da una miscela di grasso animale, oli vegetali e trona (un minerale, fonte di alcali).

I romani conoscevano il sapone perché impiegato dai Galli come cosmetico per colorare i capelli. Comunque non lo utilizzavano per l’igiene del corpo, ma solo per la pulizia degli indumenti.
Mentre il medico Galeno ne consigliava l’utilizzo come detergente e per la prevenzione di malattie.

Gli arabi, invece, ne facevano un uso diffuso e si può dire che siano stati i veri inventori del sapone.
Univano l’olio di oliva e l’alloro a un elemento per l’epoca innovativo, la soda, ossia gli ingredienti di quello che ancora oggi è conosciuto come il Sapone di Aleppo. Grazie agli arabi, il sapone arriva poi in Sicilia intorno all’ 800 d.C..

Marsiglia in Francia e Savona in Italia, ma anche Genova, Venezia e alcune zone della Spagna, diventano importanti centri di produzione del sapone. Queste città sono favorite dal clima che permette la crescita di piante da cui si ricava l’olio e la cenere per la soda.

La paura dell’acqua

In Europa, dal Medioevo in poi il concetto di igiene cambia: l’acqua diventa qualcosa da temere.

Nell’Alto Medioevo al massimo si effettuano due bagni completi annui con il sapone, esclusivamente a Natale e a Pasqua, come ci racconta lo storico francese Fernand Braudel.

Dal Rinascimento all’Illuminismo persino i medici sconsigliano di fare il bagno, perché sono convinti che dai pori della pelle possano entrare impurità e malattie. Così che talco e profumi diventano pressoché gli unici strumenti di “igiene”.

Rimane la pulizia a secco per adsorbimento con farine di cereali o di legumi, ma praticata solo da chi non ha il problema della fame.

Dal passato ad oggi

Questa breve storia della detersione che abbiamo raccontato in questo articolo ci insegna che l’igiene è sempre stata importante per l’umanità, anche se sono cambiati i metodi e gli approcci.

Oggi ci affidiamo molto alla detersione per contrasto, ossia attraverso i tensioattivi, delle sostanze molto utili che hanno una parte lipidica e una idrofila che permettono così di aggregare lo sporco e di rimuoverlo con il risciacquo.

Oggi abbiamo anche delle conoscenze in più rispetto al passato. Sappiamo che per mantenere la pelle in salute, la detersione deve avere determinate caratteristiche: deve essere delicata, rispettosa della barriera idrolipidica della pelle ma anche del microbioma che la abita.

Con il nostro bagaglio di conoscenze attuali, a fianco alla detersione per contrasto, utilizziamo ancora quelle tecniche di igiene che hanno caratterizzato l’antichità, come gli oli, gli esfolianti e i bagni termali.

E talvolta, prendendo esempio dagli antichi, facciamo nascere delle tecniche combinate, come l’attualissima doppia detersione tipica della cosmesi coreana, che unisce l’antica detersione per affinità a quella moderna per contrasto.


Che ne pensi di questa Breve Storia della Detersione?

Sapevi che ancora oggi utilizziamo delle tecniche di detersione molto antiche? Conoscevi la storia del sapone?

Faccelo sapere nei commenti!

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