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Tulsi

Ocimum sanctum, Ocimum Tenuiflorum

nomi sanscriti: Tulasī (Tulasi), Vṛndā (Vrinda)

nome comune: Tulsi (Hindi)

Il Basilico Santo o Basilico Sacro, è una pianta della famiglia delle Lamiaceae che cresce spontaneamente o coltivata in tutta l’India, ma anche in altre regioni del mondo, come il sud est asiatico e la Cina.

Il nome sanscrito è Tulasī ma questa pianta è comunemente conosciuta con il nome hindi Tulsi.

Le foglie contengono flavonoidi, acido gallico, acido ursolico e composti fenolici, come ad esempio acido rosmarinico ed eugenolo.

Dall’estratto acquoso delle foglie sono stati isolati due flavonoidi, orientina e vicenina.

Contiene anche tracce di zinco, manganese e sodio.

È dunque ricca di antiossidanti naturali.

Tra le tante proprietà riconosciute citiamo: antiossidante, antibatterica, antinfiammatoria, adattogena, antistress.

A livello cosmetico risulta utile per il trattamento dei problemi cutanei, grazie alle proprietà antibatteriche e antinfiammatorie.

Diversi sono gli studi che hanno dimostrato la potenzialità antiageing del Basilico Santo, infatti in Āyurveda è considerata una pianta rasāyana, ossia ringiovanente.

In Āyurveda si utilizzano diverse parti della pianta per prevenire o curare numerosi disturbi e l’estratto acquoso di Tulsi è considerato un ottimo anupana (veicolo) per altri principi attivi.

Curiosità

  • Il Basilico Santo è una delle piante più preziose per l’Āyurveda, nonché una pianta sacra per l’induismo.
  • Si dice che abbia origine divina e che sia la rappresentazione di una dea (Lakṣmi o Vṛndā).
  • Il suo nome sanscrito Tulasī significa “l’incomparabile”, proprio per le sue numerose proprietà.
  • È una pianta cara al dio Viṣnu: infatti è chiamata anche Viṣnupriya, ossia “l’amata di Viṣnu”, o Haripriya, cioè “cara a Dio (Hari)”.  Per questo l’adorazione di Viṣnu prevede la presenza di foglie di Tulsi.
  • Esistono due varietà della pianta: quella con foglie nere, chiamata “Kṛṣṇa Tulsi”, e quella con foglie verdi chiamata “Rāma Tulsi”, ma i costituenti chimici sono simili.
  • Dopo aver raccolto le foglie di Tulsi, si possono recitare dei mantra per chiedere perdono alla pianta di averle arrecato dolore, in quanto si pensa che sia la manifestazione di una divinità.
  • Si dice che allontani i demoni, per cui viene piantata vicino alle case, all’interno di una piccola struttura in pietra o mattoni. Spesso la pianta viene vestita con sari e attributi femminili, per ricordare la divinità che rappresenta.
  • Tulsi è protagonista di un festival induista annuale, chiamato Tulsi Vivah, in cui si organizza e si festeggia il matrimonio tra Tulsi e il dio Viṣnu. Questo festival cade in date diverse ogni anno perché segue il calendario lunare, ma sempre nel mese di Kartik (novembre-dicembre), entro la luna piena del mese (Kartik Purnima).

Āyurveda

Rasa (sapore): pungente/piccante (kaṭu), amaro (tikta);
Vīrya (natura/potenza):  uṣṇa (calda/riscaldante);
Vipāka (effetto post digestivo): piccante (kaṭu);
Guṇa (qualità): laghu (leggero), rūkṣa (secco).
Doṣa (effetto sui dosha/umori): pacifica Vāta e Kapha, aumenta Pitta se in eccesso.

È una pianta rasāyana (ringiovanente).

Sinonimi:
Tulsi, Tulasi, Tulasī, Basilico Santo, Ocimum sanctum, Basilico Sacro, Ocimum Tenuiflorum
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